PERCORSI DI VISITA
Dall’ingresso principale, ov'è il Punto Informazioni e un primo capanno di osservazione
degli uccelli, una volta raggiunto l'arenile (7 min.) si può procedere sia in direzione
Nord, sia in direzione Sud. Nel primo caso, muovendosi tra linea di costa e i pantani
Grande e Piccolo, si incontreranno, in successione, la Torre sveva, la Tonnara e il Centro
visitatori (7 min.), un punto di osservazione (14 min.) e l’arenile di Calamosche (37
min.), dal quale, con una deviazione (18 min.) si raggiunge l'ingresso omonimo;
dirigendo a Sud, immersi nella splendida vegetazione a Macchia di Ginepro, tra il
litorale e le rive dei pantani Roveto e Sichilli, si incontreranno, via via, la Foce del
Pantano Sichilli (oltre la quale con una leggera deviazione si perviene ad un ulteriore
punto di osservazione sul Pantano Sichilli), l’arenile e l’ingresso di Cittadella (30 min.).
Dall'ingresso Nord, Eloro (nei pressi dell’area archeologica), procedendo verso Sud, si
raggiungono l’arenile di Stampace e la Foce del Fiume
Tellaro (5 min.) e l’arenile di Calamosche (20 min.), oltre il quale si può dirigere sia verso
l’ingresso Calamosche, sia a Sud lungo la costa immettendosi, così, nei tratti di sentieri
precedentemente descritti.
L’AMBIENTE NATURALE
Gli ambienti terresti annoverano, diversamente distribuite, preziose associazioni
fitosociologiche, proprie di questi sistemi e in una grandissima varietà di specie,
talune delle quali ormai pressoché scomparse nel resto della Sicilia.
Fittissima è la Macchia mediterranea, che, in generale, caratterizza il territorio con il
Lentisco, il Mirto, l’Alaterno, lo Sparzio, I’Oleastro, etc.; ricco di specie che prediligono
ambienti salati e suoli sabbiosi, l'ambiente costiero, che annovera, distribuite in fasce
parallele alla costa, il Ravastrello marittimo, la Salsola erba-kali, lo Sparto pungente, la
Calatreppola, l’Euforbia marittima, il Giglio marino (specie queste che contribuiscono
in maniera diversa al consolidamento e al mantenimento delle dune sabbiose);
I’Ononide, il Fiordaliso delle spiagge, la Finocchiella marittima, nelle fasce retrodunali;
una esclusiva, fitta e ininterrotta fascia di macchia a Ginepro coccolone, cui si associano
l’Efedra, il Lentisco e la Fillirea, nelle dune più interne e indisturbate. Vendicari non
solo rappresenta un'importantissima area nevralgica nelle rotte migratorie e di
svernamento di moltissime specie dell’avifauna (oltre 200 specie tra uccelli stanziali e
nidificanti, tra i quali la Spatola, l'Airone Cinerino, la Cicogna, il Fenicottero, il Mignattaio,
l'Oca selvatica, il Gabbiano roseo, il Cavaliere d'Italia, l’Occhione, la Candrella, etc.),
ma offre rifugio a numerosissimi tra mammiferi (Crocidura, Quercino, Riccio, Mustiolo,
Arvicola, Istrice, Volpe, Donnola), anfibi e rettili (Biacco, Biscia, Colubro, Ramarro,
Emidattilo, Discoglosso, Tartaruga palustre) e insetti. Notevole, anche, l'ambiente dei
pantani che annovera numerose specie della fauna acquatica (pesci, crostacei, rettili,
anfibi, insetti) e della vegetazione sommersa.
L’ambiente marino antistante i pantani è tra le aree di reperimento individuate per
legge per l’istituzione di un’Area Marina Protetta (AMP).
IL SISTEMA UMIDO DI VENDICARI
Un tempo sfruttati come saline, gli specchi d’acqua sono allineati lungo la linea di
costa, in direzione Nord-Sud, (Pantano Piccolo, Pantano Grande, Pantano Roveto o di
Vendicari, Pantano Sichilli, Pantano Scirbia), per circa 8 km, e sono separati dal mare da
una lunga fascia di dune litorali. La configurazione attuale del sistema umido è l'esito
della progressiva chiusura di un vasto ed antico golfo e del lento, ma continuo,
succedersi di ingressioni e regressioni delle acque marine che ha avuto inizio nel
Miocene. Tra essi, i Pantani Roveto, Sichilli e Scirbia costituiscono il bacino più vasto e
dalla profondità variabile, in funzione sia delle precipitazioni atmosferiche, sia degli
apporti di acqua marina, durante le mareggiate, attraverso la Foce Sichilli; il Pantano
Grande e il Pantano Piccolo non sono più naturalmente collegati al mare, ma. mentre
il primo è soggetto a temporanei prosciugamenti durante la stagione estiva, il
secondo conserva le sue acque, grazie alla presenza di fonti sotterranee.